Cinema hard: Oltre la Follia. Il regista Atomico ci conduce in un “luogo” frequentato dalle donne

Di Elisabetta Rossi

Il porno è fantasia, erotismo cerebrale, rapporto tra io e follia. E le donne hanno più dimestichezza con la follia perché abitano quel sottile confine tra razionale e irrazionale.
Nella struttura mentale femminile accanto alla ragione c’è una pre comprensione dei fatti che avviene attraverso strumenti che razionali non sono. Quindi il femminile smargina più facilmente rispetto all’uomo nella follia. Anche nelle cose che, a diverso titolo, hanno a che fare con la sessualità e l’erotismo, come il cinema porno.
«Non sono io che ho scelto l’hard per esprimermi. È l’hard che ha scelto me».
A parlare è il regista vicentino Luigi Zanusio, (alias Luigi Atomico e Dario Lussuria), le cui ambientazioni barocche, cariche ed evocative rendono i suoi film un potente mixer hard-filosofico.
Arrivato a far parte dell’olimpo dei registi italiani a luci rosse con un centinaio di film al suo attivo, nella sua ultima pellicola “Oltre la Follia”, quella che lui stesso definisce il suo “testamento spirituale”, Atomico è un artista spontaneo che si lascia guidare dal flusso creativo e dalla relazione con i soggetti.
«Di fronte a me le donne sono libere di esprimere, chiedere e comunicare qualsiasi cosa vogliano. Importante è la sperimentazione della nostra immagine, importante è percepire le ambiguità necessarie alla conoscenza e alla consapevolezza dei meccanismi che influenzano le nostre vite, e l’arte – così come il cinema – è uno strumento eccellente in virtù della inviolabile libertà che si prende».
Di un altro parere Gail Dines, che ha scritto “Pornland: how the porn industry has hijacked our sexuality”: «Ogni tecnica che prenda dal porno è sbagliata. Se gli uomini pensano di imparare lì come dare piacere a una donna, resteranno delusi. Manca il sesso come divertimento, creatività, intimità. È ridotto a una scopata robotica degli orifizi femminili».
Per Luigi Atomico, invece, la pornografia è soprattutto un mezzo per esprimere quello che i suoi soggetti vogliono comunicare e nel suo metodo di osservazione le definizioni sono limitanti.
Le ambientazioni barocche, le suggestioni oniriche cariche ed evocative, il piacere della metafora hanno un ruolo fondamentale nelle sue opere.
Per il regista vicentino il cinema è un mezzo e non gli interessa in quanto processo tecnico ma come strumento d’osservazione. Gli oggetti, come è celebri i manichini, e gli ambienti possiedono doti narrative innate e quindi, alla fine, Atomico non si prende del tutto il merito della sua arte.

Oltre la Follia – La sinossi

Un regista cinematografico vive in un sogno i suoi incubi più profondi e devastanti. Ma la realtà non è sempre peggio dei film? Un porno/horror surreale, ‘crudo’ che denuncia i costumi e la decadenza della società moderna e contemporanea.

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