Cinema. “La pazza gioia” di Virzì narra l’amore e l’amicizia nelle pieghe insondabili del disagio psichico

Di Elisabetta Rossi

Due attrici da premio Oscar, Micaela Ramazzotti e Carla Bruni Tedeschi nell’ultima pellicola “La pazza gioia” che il regista Paolo Virzì compone con il ritmo incalzante della mancanza, dell’assenza di quel qualcosa che ci accompagna sempre e che cerchiamo, disperatamente, di mettere tra parentesi. Ma si può ingabbiare ciò che non avremo mai più? 

E, allora, la malattia psichica diventa la cassa di risonanza delle nostre fragilità che, come tali, hanno il pregio di renderci permeabili all’esistenza stessa e, quindi, vivi. 
Carlo Virzì affronta in questa pellicola il tema struggente della follia inanellata all’esperienza traumatica di una giovane madre che, a causa di una forma depressiva, viene separata dal suo bambino dato in affido a una nuova famiglia. 

Ai cosiddetti matti non resta, quando possibile, che ricucire tratti di identità perduta attraverso la formula più autentica dell’amicizia, senza se e senza ma.

La pazza gioia ha ottenuto dieci minuti di applausi al Festival del Cinema di Cannes, dove è stato presentato fuori concorso all’interno della prestigiosa sezione “Quinzaine des réalizateurs”. Il trailer