Crisi: istruzioni per l’uso

Di Elisabetta Rossi

Esistono vari tipi di “crisi” a livello personale e, quindi, vari modi per affrontarle. 

Ma per tutti i generi critici esiste un atteggiamento di base comune da assumere: spogliarsi di tutto. Almeno di quello che, consciamente, incide sul nostro stato di crisi per permettere di far emergere quello che è inconscio e che sta alla radice della crisi stessa. 

La crisi rappresenta, allo stesso tempo un pericolo e un’opportunità. La crisi è la scelta che, volenti o nolenti, si è chiamati a fare. 

Andiamo per gradi e per esempi. Il lavoro non ci soddisfa, la vita affettiva neanche e i figli ci assorbono gran parte delle energie anche se sono cresciuti e dovrebbero sbrigarsela da soli? Si tratta di un mix di fattori critici molto comune a una generazione di mezza età. 

Come affrontarli? Comprendere, prima di tutto, che nei periodi di crisi dobbiamo imparare a cambiare metodo di giudizio. Uscire dalle vecchie certezze e costruire un nuovo punto di vista. Perché questo avvenga, dobbiamo liberarci più che possiamo da ogni ingombro psicologico e materiale. Ci prendiamo il famoso “momento di riflessione”. Quello vero, dove facciamo il vuoto. Per comprendere quello che desideriamo veramente e, perché ciò emerga, occorre entrare in una dimensione di “mancanza”. Dobbiamo desiderare per comprendere quello che veramente ci manca. Quello che abbiamo, al massimo, lo consumiamo. Quindi, anche in una relazione amorosa in crisi, allontaniamoci dall’amato e, superata la probabile e inevitabile crisi di astinenza che ne consegue, ci ritroveremo con un rinnovato punto di vista. 

Così distingueremo ciò che manteniamo per noia, abitudine, paura della solitudine.

E prenderemo in mano, pur con tutte le difficoltà, le redini della nostra vita per ripartire.