Porno e Libertà (Porn To Be Free). Carmine Amoroso documenta la rivoluzione sessuale anni 70 e 80


Di Michele Giordano
«In un paese prigioniero dell’ipocrisia sul sesso, un gruppo di ribelli, attraverso l’arma della pornografia e sulla spinta dei movimenti giovanili di quegli anni, inizia una battaglia contro la censura e il comune senso del pudore, per sfondare le barriere del perbenismo borghese e sconfiggere sensi di colpa e tabù che soffocavano il sesso e l’amore». Sembra un proclama dei figli dei fiori di una comune degli anni 70 o dei precursori dell’hard californiano politicamente pregnante come quello dei fratelli Mitchell. E invece è quanto scrive, oggi, il regista romano Carmine Amoroso il cui docu-film Porno & Libertà (Porn to be free), dopo un’apparizione al Biografilm Festival di Bologna, esce nelle sale italiane. Un film coraggioso per un Paese in balia di condizionamenti politico-religiosi-moralisti che non riesce a ancora a comprendere la valenza trasgressiva degli anni 70 e 80 in cui uno sparuto gruppo di pionieri ha tentato di cambiare l’approccio al sesso di un’ Italia bigotta. Niente, dunque – come scrivevo su Nocturno – «farlocche inchieste tv sul porno, con attricette mezze nude in perenne lotta con i congiuntivi, strizzatine d’occhio, totale mancanza di profondità di campo e commenti di pseudo esperti». Porn to be free è un film di interviste serie ai veri protagonisti dell’hard: da Lasse Braun a Riccardo Schicchi. E non solo: anche intellettuali libertari come Judith Malina del Living Theatre, Vincenzo Sparagna di Frigidaire, il fumettista Andrea Pazienza, la regista (già hard) Giuliana Gamba. E ancora Helena Velena, Mario Mieli, Lidia Ravera, Marco Pannella. Splendide e piene di affettuosa empatia le immagini del meeting milanese targato 1976 al Parco Lambro… Insomma il porno come «arma di cambiamento e di lotta sociale e politica». Amoroso già regista di Come mi vuoi, ‘’96, e Cover Boy, 2006, nonché sceneggiatore dell’autobiografico Parenti Serpenti (’92) di Mario Monicelli, ci fornisce ora, con Porno e Libertà, un vero e proprio manifesto di un mondo che vuol pensare con la propria testa, un microcosmo di avventurieri che ce l’hanno messa tutta a “sbloccare” i cervelli di un Paese condizionato da moralismi idioti. Questi audaci “pirati” del video e del sociale, nonostante i lodevoli sforzi, se non sono riusciti totalmente nell’opera, hanno comunque gettato le basi di un processo di liberalizzazione dell’immagine le cui positive conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Il trailer