I piani futuri di Microsoft attraverso Minecraft

Di Michele Boroni, wired.it

Dal Minecon 2016 una serie di novità che chiariscono i piani di Microsoft sul videogioco dei minatori, con l’obiettivo di trasformarlo in una piattaforma standard per l’innovazione.

Precisamente due anni fa Microsoft acquistò per 2,5 miliardi di dollari la società svedese Mojang, ideatrice di Minecraft, il videogioco più venduto di sempre – più di 100 milioni di copie distribuite in cinque anni per tutte le piattaforme mobile, pc e console, con una media giornaliera di 53mila copie al giorno nel 2016.

Fin da subito i vertici di Microsoft chiarirono che l’acquisto non riguardava soltanto l’inserimento del gioco nella piattaforma Windows Mobile e nella allora neonata XboxOne, ma che avevano in serbo progetti più articolati. Oggi, a due anni dall’acquisizione, si riescono meglio a capire i piani del gruppo di Redmond.

La scorsa settimana si è svolta a Anaheim (California) il Minecon, l’appuntamento annuale dei fan del gioco e che quest’anno ha visto oltre 12mila partecipanti.

Le novità presentate quest’anno sono molte, alcune delle quali già ampiamente anticipate qui su Wired, dall’introduzione degli Add-On per personalizzare ancora di più il proprio mondo, alla possibilità di giocare alla versione VR di Minecraft con Gear VR e Oculus Rift anche con il controller XboxOne, fino all’edizione cinese del gioco Chinese Mythology Mash Up dove sarà possibile giocare sull’Antica Muraglia e ammirare i templi antichi, per non parlare del primo film su Minecraft prodotto dalla Warner Bros (previsto per il 2019), il primo libro ufficiale scritto da Max Brooks, già autore di World War Z e una linea d’abbigliamento ufficiale nella catena di negozi Target.

Insomma, l’obiettivo di Microsoft di trasformare Minecraft in un brand globale come Lego (che peraltro sta producendo giocattoli con licenza Minecraft) è stato raggiunto, anche se mantenerlo non è così semplice. “Una ricerca fatta da Mojang ci dice che nonostante abbia la reputazione di un gioco da bambini, il giocatore medio di Minecraft ha tra i 29 e i 30, inoltre il 55% è di sesso maschile e 45% femminile, una sostanziale parità che non si riscontra in altri videogame” dice Matt Booty, dirigente Microsoft che sovrintende Minecraft “Ma bisogna stare molto attenti a posizionare il gioco su una fascia piuttosto che su un’altra sia sul genere sia sulla fascia d’età, perché si rischia di perderne un pezzo per strada”.

Oggi però gli obiettivi sono altri e ben più ambiziosi. Il primo è quello di creare un regno unificato, ovvero che tutti i giocatori di ogni piattaforma siano in grado di sfidarsi con tutti gli altri, e su questo sta lavorando alacremente Mojang. Il secondo, su cui si sta concentrando Microsoft, è quella di avvicinare la piattaforma Minecraft nella nuova nozione che sta muovendo tutto il mondo del compunting, oltre il mouse e la tastiera, cioè attraverso gesti e voce. In un futuro non troppo lontano Minecraft potrebbe rappresentare l’avanguardia per Microsoft Office o diventare una vera e propria piattaforma standard per l’innovazione, che incoraggia la creatività di chiunque. “Un’intera generazione sta crescendo con Minecraft che rappresenta il loro modo standard di esprimere idee e concetti in tre dimensioni, allo stesso modo in cui Microsoft Word è stato lo standard per la scrittura di tesi e relazioni” continua Matt Booty.

Minecraft non solo quindi è un gioco che resisterà per i prossimi 50 anni, ma può seriamente rappresentare un sostanziale rilancio di Microsoft per i prossimi sistemi operativi e per gli esperimenti di intelligenza artificiale.