Attacchi di panico e terapia

 Come diceva il filosofo Montaigne: “La paura è ciò di cui ho più paura”. Quindi, tanto vale affrontarla perché rifiutarla, secondo il parere degli esperti, ingigantisce il problema.  Nulla, nell’esperienza dell’uomo, è forte quanto la paura. Questo non deve stupirci poiché la paura è la nostra percezione più importante, quella in grado di innescare risposte rapide che ci consentono di reagire al meglio alle situazioni di pericolo.

Solitamente la paura non è molto apprezzata dagli esseri umani in quanto è ritenuta una debolezza da superare o una sensazione da temere tanto che nulla spaventa più della paura stessa, ovvero la paura della paura.
Chi soffre di attacchi di panico è terrorizzato dalla reazione che una condizione di paura estrema può provocare.

Il paradosso è quello di spaventarsi a causa delle reazioni psicofisiologiche dell’organismo, quando invece rifiutarle o combatterle non fa che esasperarle e porta alla perdita di controllo.

È in virtù di questa apparentemente assurdità che la terapia dell’attacco di panico deve essere basata, su di una strategia paradossale tale da far scoprire al soggetto che, se cerca volontariamente la paura, questa svanisce, se la alimenta deliberatamente la azzera, ovvero, “aggiungo la legna per spegnere il fuoco”.